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Come individuare il ritardo mentale

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by marzo 2, 2011 Lavoro, Società e Cultura

Il ritardo mentale è un deficit dello sviluppo delle funzioni intellettive. Una carenza in questo senso deve verificarsi, perché la patologia sia diagnostica, prima del diciottesimo anno di età. Nel caso che essa si riscontri in tempi successivi, ovvero dopo che lo sviluppo mentale è completato, ci si trova davanti alla patologia della demenza. Il termine ‘ritardo mentale’ ha sostituito i precedenti lemmi in uso per indicare questa malattia, e che erano quelli di oligofrenia, frenastenia, ipofrenia, insufficienza mentale e imbecillità.

I soggetti affetti da ritardo mentale hanno un funzionamento intellettivo al di sotto della media.

Perché sia diagnosticato occorre vi siano associate rilevanti difficoltà che vengono convenzionalmente individuate in almeno due delle seguenti aree: comunicazione, cura della persona, vita in famiglia, attività sociali, capacità di usare le risorse della comunità, autodeterminazione, scuola, lavoro, tempo libero, salute, sicurezza.

Si possono avere diversi gradi di ritardo mentale:

Ritardo mentale lieve (QI da 50-55 a 70)

Il ritardo è difficilmente evidenziabile nei primi anni di vita.

Il periodo iniziale in cui si nota il problema è quello dell’inserimento nella frequenza scolastica, quando possono sopraggiungere difficoltà nell’apprendimento.

Fino all’età di circa vent’anni i soggetti affetti dalla patologia necessitano di un sostegno nell’adattamento scolastico e sociale. Possono conseguire un’autonomia sociale e lavorativa anche se ugualmente necessiteranno di aiuto soprattutto in condizioni di stress.

Ritardo mentale moderato (QI da 35-40 a 50-55)

Il R.M. medio o moderato ha eziologia organica e gli individui affetti da tale patologia rimangono ad un’età mentale di 6/8 anni. Presentano discrete capacità comunicative e con supervisione possono provvedere alla cura della propria persona e allo svolgimento di lavori semplici. Hanno relativa autonomia nei luoghi familiari e possono discretamente adattarsi alla vita nel contesto sociale, imparando magari a spostarsi senza aiuto impiegando mezzi pubblici (ma solo se precedentemente abituati). Per quanto riguarda l’apprendimento scolastico, comprensione e uso del linguaggio sono lenti e il vocabolario appreso è piuttosto limitato. A scuola, inoltre, viene evidenziato lo sviluppo disarmonico delle discipline (possono per esempio acquisire maggiori competenze in campo matematico che in quello linguistico).

Ritardo mentale grave (QI da 20-25 a 35-40)

Il ritardo mentale grave ha origine organica e l’età mentale dell’individuo si ferma ai 4/6 anni. I livelli del linguaggio sono minimi o assenti, presenta l’olofrase tipica del periodo sensomotorio. Se opportunamente supportato, l’individuo può acquisire una competenza basilare della cura di sé e le capacità di svolgere attività lavorative molto semplici in ambienti protetti e in presenza di personale specializzato. Il beneficio scolastico è limitato dall’insegnamento di materie prescolastiche. Può acquisire capacità per riconoscere parole semplici per i bisogni primari. Sentendosi incapace di far fronte agli eventi, soffre di forme di frustrazione.

Ritardo mentale gravissimo (QI inferiore a 20-25)

Il soggetto non è in grado di svolgere le principali funzioni della vita quotidiana. La vita di relazione è per lo più ridotta. Il linguaggio è per lo più assente o fortemente compromesso con non più di 10/20 parole comprensibili con difficoltà. La necessità di sostegno è pervasiva, occupa tutta la durata della vita e deve essere continua.

Le cause possono essere sia genetiche (aberrazioni cromosomiche) che ambientali (ad es. traumi peri o postatali).

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