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Cura da dipendenza da tecnologia: la terapia del grande spegnimento

Cura da dipendenza da tecnologia: la terapia del grande spegnimento

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da ottobre 29, 2013 Benessere, News e Curiosità

La dipendenza da tecnologia è un fenomeno in crescita sul territorio europeo, ma a San Francisco ha già raggiunto livelli epidemici. In ogni ristorante ci sono mandrie di persone che armeggiano col loro smartphone, e nei bar c’è più hardware che in un negozio di elettronica: gente che legge le notizie del giorno sui tablet, laptop digitati freneticamente, sono dappertutto ed è inevitabile.

Gli abitanti della città sono ossessionati dal tenersi in contatto e dal condividere tutto, da quello che stanno mangiando alle informazioni realmente importanti come, per esempio, cosa abbiano acquistato al supermercato. A peggiorare le cose, ora si vedono spesso persone indossare i Google Glass, e anche quando il telefono è in tasca, sono ancora parte del mondo digitale.

Stiamo diventando incapaci di vivere solo nel mondo reale, ma dobbiamo costantemente interfacciarci con virtuale.

C’è una cura, però. Una tendenza meno nota nella Silicon Valley che sta guadagnando in popolarità, è la filosofia del grande spegnimento. Un numero crescente di fondatori di start-up, di sviluppatori di App, e altri noti personaggi del settore tecnologico, nel fine settimana si scollegano dal web.
Si liberano di qualsiasi dispositivo e in quei giorni si concentrano su altri aspetti della vita come famiglia, aria fresca, o creare interazioni umane, tutte cose antiquate.
Anche l’elite tecnologica, nei panni di Evan Sharp fondatore di Pinterest, è in prima linea in questo movimento. Lui e sua moglie, per risolvere il problema della sovraesposizione tecnologica, hanno adottato un approccio estremo: fanno dei lunghi viaggi spostandosi sino a quando scompare il segnale del telefono, e lì si fermano.
Almeno una volta al mese, io e mia moglie saltiamo in macchina e guidiamo fino a quando il telefono non ha più campo, e trascorriamo il weekend usando solo strumenti analogici“, ha recentemente detto al New York Times. “Leggiamo, passeggiamo per le colline della California, cuciniamo e incontriamo persone che non lavorano nel settore tecnologico“.

Le escursioni a piedi e in bicicletta sembrano essere le principali ossessioni per i valligiani non tecnologici e offrono la scusa perfetta per spegnere tutti i dispositivi. Proprio in quei luoghi ci sono le incredibili piste di Marin, dove è stata inventata la mountain bike e guidare per le strade collinari della Pacific Coast Highway è un’esperienza esaltante. Tuttavia, forse a causa della personalità ossessiva condivisa da molti nel settore, queste escursioni sono meticolosamente pianificate, e molte aziende hanno delle proprie squadre di ciclisti. Sia Google sia Apple vantano delle enormi e attrezzatissime palestre, anche se, francamente, fatico a non ridacchiare quando vedo un tapis roulant scrivania.

Eppure, l’attenzione verso la cura del corpo e della mente è parte dei cambiamenti dello stereotipo del patito della tecnologia. In questo senso allontanarsi per un po’ da qualsiasi dispositivo elettronico, sembra essere una parte essenziale della terapia. Forse anche in Europa dovremmo cominciare a virare verso il grande spegnimento

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